Teatrografia e Spettacoli

Di viscere e di cuore

giugno 2010
NAPOLI FRINGE FESTIVAL 2010

scritto e diretto da Lucilla Lupaioli
con Anna Bellato e Michela Fabrizi
da un’idea di Furio Andreotti
assistente alla regia Giulia Paoletti
luci Daniele Martongelli
costumi Alberta Andreotti
scene Alessandro Vannucci
musiche originali Elisa Luu
organizzazione Aldo Ambrosi e Sergio Faro
foto di scena Lu.Ce.
realizzazioni video Daniele Natali
prodotto da Bluestocking
in coproduzione con at.stones e actingcreazione

Due attrici porno, che si conoscono appena, si ritrovano a condividere lo spazio di un camerino squallido e inospitale, durante una pausa di lavorazione di un film.
L’incontro casuale e distante diventa spazio privato di comunicazione, habitat improbabile per due animali di razze diverse che trovano reciproco ascolto e nutrimento. Due creature in gabbia dalle sembianze ferine, che, a tratti sembrano sgretolarsi, abbandonare il controllo e mollare la preda; Gatta, che viene dalla strada, indurita e aspra ma inaspettatamente aggrappata al sogno di gioie piccole e mai godute, e Myra, che guarda lontano, contaminata dal desiderio di visibilità che grida dalle ferite di molti.
Annaspando alla ricerca di un linguaggio comune, schivano la diffidenza, si scoprono a ridere a immaginare a ricordare ad aggredire. Quasi sul punto di volare. Frammento di un discorso femminile dove, a dispetto delle parole, le due donne dicono con il corpo, oggetto e soggetto sessuale, origine, sapienza e futuro.
Se da una parte l’incontro fra Myra e Gatta è intimo, segreto, dietro una porta nascosta al mondo, il linguaggio quotidiano si rompe e si apre ad altre lingue, fisiche, non verbali. Myra e Gatta si spiano e si lasciano spiare, e prima ancora che le parole, viene la frase detta dal corpo.
La voce del corpo segue le regole di una grammatica personale, che, per incontrare il corpo dell’altro, conosce ed esprime codici primitivi e selvaggi.
Il corpo è nudo e racconta le ferite nascoste sotto la pelle, invisibili alla fretta e ai rumori della mente; il corpo è sporco, cuore, viscere e scorie, e ospita il soffio divino.
Il corpo contiene il suono, e il suono, la parola. Il suono antico è la voce ascoltata nella culla, la voce originaria. Myra e Gatta parlano la lingua delle loro origini; se da una parte il dialetto d’appartenenza sottolinea le differenze, dall’altra diventa portavoce sia della loro storia personale che della storia arcaica che entrambe portano scritta sulla pelle. Il corpo di queste due attrici trattato come un tempio, come un imbuto, come un vuoto a rendere, come un abito smesso dal quale non ci si può distaccare, oltre a narrare in superficie una storia umana che diverte e commuove, vuole anche affermare che ovunque può annunciarsi, inaspettatamente, l’incanto e la brutalità di un autentico incontro.

 


Storie

Diario intimo fatto a pezzi

Esperimento di drammaturgia contemporanea ritmato dal caos
Una partitura dell’irrazionale scritta e diretta da Lucilla Lupaioli
Con Riccardo De Filippis, Costantino D’Antonio, Anna Bellato,
Tiziano Scrocca, Cristina Rocchetti
Menzione Speciale
Premio Drammaturgia Contemporanea
SIAE AGIS ETI 2007
Semifinali Premio Dante Cappelletti 2007

Questa è la finestra visionaria di Max mentre cerca di ricostruire la storia spezzata di un legame e della sua fine, alla quale non si arrende. Legame irrisolto divenuto per Max la radice malata di una crisi artistica e personale che ha l’urgenza di sanare. Un diario intimo fatto a brandelli, messo in scena per fare luce nel caos interno ed esterno a Max, che somiglia al caos di tutti. Ovunque regna la maxi offerta, il disordine, un mondo nuovo più veloce di noi. La struttura di prima è perduta, il binario sicuro è stato divelto: anche Max si sente male senza il tracciato che credeva di dover seguire. Ma c’è una lingua nuova, poco più in là. La sento. Provo a parlarla.
Un esperimento teatrale che devia dalla regola e che ne soffre ma non può farne a meno. Segue il ritmo mutevole del rumore, suono, verbo, movimento nuovo, che ancora per fortuna non possiamo codificare.

Bric a Brac

(2004) atto unico
La nostalgia, l’amicizia, la fuga dal gregge: storia di un risveglio.
Studio per uno spettacolo a tre voci
di Lucilla Lupaioli
LET Liberi Esperimenti Teatrali 2004
con Massimo De Santis, Alessandro Roja, Alba Rohrwacher

Per affrontare l’ombra ci vuole coraggio, ci vuole fede, ci vuole amore. Loro no.
Tancredi e Bobo non ce l’hanno quel genere di coraggio. Hanno solo infantili, primitive insofferenze; non hanno quella necessaria fede, ma solo illusioni tenere e incredule. Loro non credono di possedere quella meravigliosa potenza d’amore, ma solo una terrificante paura che si fa scudo dietro ad una spavalderia, che ride nascostamente di se stessa. Lei, Alma, creatura amata e idealizzata, con il suo “sentire cose soltanto”, che ha avuto il coraggio di vivere la vita malsana dei molti, sembra portare con sé uno specchio magico nel quale Tancredi e Bobo sono costretti a vedere la caduta e la fine. Non possono fare altro che iniziare a lasciare andare il passato e il futuro, lasciare che affiori il caos e il silenzio e che trovino spazio domande nuove, e una mente sgombra e aperta, e un cuore pacificato, e un’anima che respira. Qualunque cosa c’è, qui e ora.

Mamma Colomba

racconto teatrale (2003)
Rassegna “Autori per Roma” diretta da Pierpaolo Palladino,
prod Comune di Roma.
(2005-2007) All’interno dello spettacolo IL FANTASMA BLU
diretto da Lorenzo Gioielli con Blas Roca Rey e Amanda Sandrelli
Menzione Speciale
Premio di scrittura femminile San Vitale 2009

Questa storia racconta di un piccione giovane, curioso e romantico, di come si invaghì di mamma Rosa, di come la seguì volando sui tetti di Roma, e di come riuscì, per un istante, a farle capire che erano fatti della stessa magica sostanza… un omaggio caldo a tutte le madri e le donne ombra che sono la materia prima di una società ancora cieca, sorda e assente alla loro preziosa, insostituibile esistenza.

Minotauro

Darkroom

(2003)
di Lucilla Lupaioli con la collaborazione di Ennio Meloni
Ideato e diretto da Furio Andreotti
con Claudio Santamaria, Massimiliano Violante, Massimo De Santis, Riccardo De Filippis, Luca Angeletti, Michele Alhaique…
(Garofano Verde – scenari di teatro omosessuale)

Mentre gli uomini si cercano, si incontrano e fanno sesso con sconosciuti, un corpo sudato e vivo li insegue, li attira nel buio, diventa il loro specchio, sfiora i loro ricordi, mette a nudo i loro pensieri, scopre i segreti più nascosti, le paure e il sogno proibito di un possibile amore.

L'ultima cena

(2000)
pièce in tre quadri di Lucilla Lupaioli
“Per antiche vie” agosto 2000 prodotto dal Teatro di Roma
con Claudio Santamaria, Massimo De Santis, Gabriele Mainetti, Giampaolo Morelli, Riccardo De Filippis,Maurizio Formiconi
costumi Alberto Moretti
regia Furio Andreotti.

Gesù disse: “non resistete al male”
Lo spettacolo, suddiviso in tre quadri, ripercorre il racconto evangelico dell’ultima cena attraverso tredici uomini in cerca di salvezza; tredici figli della Roma bene inconsapevoli e crudeli, tredici detenuti assetati di vita, tredici omosessuali in una sauna. Giuda, il cattivo, il malato, l’untore, viene “chiamato” da Cristo, a fargli dono della malattia.
In nome dell’uguaglianza e dell’amore, Gesù sceglie la via della sofferenza, sceglie di diventare l’altro, di accettarne il difetto, di comprenderne l’anima. Sceglie di camminare nel buio per diventare la luce del mondo.


Gesù disse loro:
se fate diventare il due uno
e quello che è interno come quello che è esterno
e l’esterno come l’interno
e ciò che è sopra come quello che è sotto
e se fate del maschile e del femminile una cosa sola,
così che il maschile non sia maschile
e il femminile non sia femminile,
se mettete più occhi al posto di un occhio
e una mano al posto di un’altra mano
e un piede al posto di un altro piede,
una immagine al posto di un’altra immagine,
allora entrerete nel Regno.


dal Vangelo di Tommaso, 22

L'iradiddio

(1999)
di Lucilla Lupaioli (da un’idea di Furio Andreotti)
con Paola Cortellesi, Lucia Ocone, Massimo De Santis,
Pierluigi Coppola, Paolo Giovannucci-Claudio Santamaria.
Regia Furio Andreotti
Festival del teatro Italiano Riviera di Ulisse 1999
Premio Fondi La Pastora per il Teatro 2000

Il ritmo della musica di una discoteca, accelerato come il battito di un cuore ubriaco, impasticcato, senza amore, senza testa. Una notte inconsapevolmente crudele, stupidamente divertita e falsamente divertente, violenta e carezzevole come un’amante disattenta, racconta una storia di vittime e carnefici del nostro tempo: lo specchio di una società che confonde il piacere con la felicità.Negli uffici di una discoteca, una sera come un’altra, si trasforma in una notte crudele, nella quale risplende l’incoscienza, la disattenzione, l’assenza dei valori fondamentali della vita. Mentre gli incassi del locale si ammassano ignorati sulla grande scrivania, con il favore “magico” delle droghe, dell’alcool, dei bassi della musica in un continuo sottofondo, si dà spazio al potere distruttivo della vita, lasciando che si affermi quella legge per la quale una mela marcia contaminerà inevitabilmente tutte le altre. Nessuno dei protagonisti è in grado di percepire la follia collettiva che li muove, lo strazio delle azioni malsane che li trascina, il vuoto nel quale fluttuano inconsapevolmente. Persino l’evento drammatico che si ritrovano a dover gestire, non riesce a fermarli; paradossalmente invece, accelera il viaggio verso il niente al quale la prima azione, forte come una colpa karmica, ha dato il via.
Al di là delle opinioni personali e senza avere lo scopo di trarre alcuna morale, l’osservazione di una realtà semplicemente esposta: una possibilità per aprire la mente e il cuore a trecentosessanta gradi e scegliere di togliere la mela marcia dal cesto. O perlomeno provarci.

Umane gesta

(1998)
di Lucilla Lupaioli
con Paola Cortellesi e Libero De Rienzo
regia Furio Andreotti.
(Rassegna Sentieri D’Ascolto 1999 –
Senza Fissa Dimora, Teatro Due di Roma)

Un ragazzo e una ragazza, dopo una notte ubriaca finita in un letto appassionato, si “risvegliano” uno accanto all’altra e si trovano catapultati di fronte ad un sentimento che li domina e che cercano di dominare. Sospesi fra l’alto e il basso, in bilico fra l’energia sottile e il peso della materia, si interrogano per esorcizzare le paure connesse al “pericolo” del vivere e dell’amare. Fra la realtà semplice di due ragazzi qualunque e gli squarci poetici delle loro anime, si compie un volo innamorato, con i dubbi, i sogni, le cadute e gli incanti nei quali si è trovato e perso ognuno di noi.

Bianconiglio

monologo
Con Paola Cortellesi a cura di Furio Andreotti
(Festival Teatro delle Regioni 1998 – Arca Azzurra Teatro)
Grida, corse e sgomenti di vita quotidiana.

Miosangue

di Lucilla Lupaioli
con Libero De Rienzo, Claudio Santamaria-Riccardo Onorato,
Massimo De Santis, Massimiliano Violante,
Lucilla Lupaioli, Cosima Coccheri, Lucia Ocone.
Scene Alessandro Vannucci Costumi Alberto Moretti
regia Furio Andreotti.
(presentato al Festival di Teatro Riviera di Ulisse 1998

Un amore inesploso e segnato dalle tracce indelebili dell’eroina, si intreccia al rapporto violento fra un go-go boy e un’aspirante cantante blues. La casa di Viola, porto aperto a tutti, insicuro e caotico, come una sala d’attesa, dove tutti parcheggiano per un tempo indefinito, fa da sfondo ai sentimenti ovattati di queste creature che sembrano girare su loro stesse; in quel disordine mentale ed emotivo risplende la presenza calda e colorata di Striscia, unica creatura che cerca di illuminare l’ombra della paura di vivere che contamina tutti. Al ritmo di una musica ipnotica e veloce si dipana la storia di una redenzione.

Nella voce

atto unico di Lucilla Lupaioli
con Lucilla Lupaioli e Alberto Alemanno. regia Furio Andreotti.
(festival Teatro delle Regioni 1997 di Arca Azzurra Teatro)

Un uomo e una donna iniziano a parlare per telefono, senza conoscersi, a causa di una interferenza. Si scopriranno dapprima affini e vicini, poi qualcosa cambierà spostando la telefonata su un binario inaspettato. La donna dopo alcune incertezze, riconoscerà nella voce dell’uomo un passato che vorrebbe sepolto per sempre. Uno spettacolo che racconta una possibile strada per il perdono.

L'Anello di Erode

di Lucilla Lupaioli (da un’idea di Furio Andreotti)
(presentato al Todi Festival 96)
Roma, Firenze, Milano, Parma, Forlì, Napoli.
Rassegna di cultura Omosessuale Garofano Verde diretta
da Rodolfo di Giammarco,
Rassegna di Teatro Omosessuale La Manica Tagliata.
con Claudio Santamaria, Massimo De Santis, Massimiliano Violante,
Stefano Macchi, Alberto Alemanno, Marco Morabito.
Scene Alessandro Vannucci costumi Alberto Moretti
regia Furio Andreotti.

Giovanni, Pietro, Simone, Matteo, Tommaso ed Erode. Il bagno pubblico di uno stabilimento balneare ancora chiuso, di notte si trasforma per ospitare marchette eterosessuali, gay e clienti insospettabili. Maschi in branco, cacciatori solitari, furtivi; niente altro che uomini che incarnano l’apoteosi del maschile.
I gay e le marchette, categorie apparentemente lontanissime, si specchiano l’una nell’altra, si amano, si tradiscono su un territorio di predatori che annusandosi, ritrovano sempre il proprio sesso.
Un universo di rituali privati, all’interno dei quali esplode una storia d’amore estrema, appassionata e insostenibile: quando in questo luogo trasfigurato, fa il suo ingresso Pietro, una marchetta giovane e solare su consiglio dell’amico Simone, un ragazzo di borgata ambizioso e presto incattivito dalla strada, Giovanni, un gay inquieto, passionale e affascinante, se ne innamora. Mentre Matteo, dopo un tentato “rimorchio” fallito, fa amicizia con Giovanni e tenta di sconsigliarlo, Simone diviene la vittima di un aggressivo cliente, Tommaso, che lo offende con la potenza del suo denaro.
La luminosità generosa di Pietro sorprende il cuore di Giovanni che vede se stesso aprirsi ad un amore che trascende la sua coscienza. Il trono di Erode, marchetta leggendaria, bellissimo, sfiorito, amaro, “re” incontrastato del mestiere che esercita da anni, inizia a vacillare di fronte alla contaminazione di questo sentimento che gli si para davanti come un messaggio divino. Dapprima tenta di fare di Pietro il suo diretto discendente, seducendolo con la “saggezza” delle sue parole e con la forza del suo sostegno. Ma vedrà presto fallire i suoi propositi; Erode, l’angelo caduto, rabbioso e violento, contribuirà a far precipitare gli eventi, trascinando Giovanni e Pietro verso una fine inaspettata.
In un susseguirsi di immagini incalzanti, di notti diseguali, questo popolo di soli uomini, al riparo dalla mediazione femminile, racconta una storia tagliente e assoluta che non riesce a sostenere la sacralità dell’amore.

Diviscere e Dicuore

(1994)
di Lucilla Lupaioli da un’idea di Furio Andreotti
con Lucilla Lupaioli, Rosangela Da Silva, Claudio Santamaria,
Massimo De Santis, Stefano Macchi, Gianluca Giugliarelli,
Sabrina Galateri, Giuseppe Gravante
costumi Alberto Moretti regia Furio Andreotti

 

Due attrici porno, Myra e Gatta, che si conoscono solo di vista, si ritrovano in una pausa di lavorazione di un film.
Myra aspirante “star”, sembra non rendersi conto della scarsa qualità del mestiere che fa e si corazza dietro una penosa professionalità che fa tenerezza.
Gatta, ex prostituta di strada, provata dalla vita, riconosce la realtà in cui vive e non capisce l’apparente determinazione di Myra. Entrambe sono in realtà vittime del desiderio di calore e amore che in qualche momento è stato loro negato. Durante questo scambio prendono corpo gli uomini della loro vita, amanti, padri, carnefici; tutti gli uomini che ci raccontano un frammento delle storie di due ragazze, che vivono una realtà fuori dall’ordinario.

 

Compagnia di guerra

(1995)
di Lucilla Lupaioli
Auditorium Cavour Roma
con Sabrina Galateri, Massimiliano Violante, Marco Vallarino, Paola Cortellesi, Alberto Alemanno, Lucilla Lupaioli, Gianluca Giugliarelli.
Costumi Alberto Moretti Luci Mario Carletti
(da un’idea di Gianluca Giugliarelli)
Scene e regia Lucilla Lupaioli con Marco Morabito.
Finalista al Premio ETI VETRINE 95

Una compagine di attori di rivista durante l’occupazione tedesca a Roma, fra i quali si nasconde un giovane partigiano, viene catturata e processata. Le storie d’amore, le amicizie, gli scontri, i piccoli conflitti quotidiani si dissolvono, di fronte alla minaccia dei nazisti e alla paura di perdere la vita e la libertà. L’urgenza e la forza della loro arte è l’unica arma che hanno per sconfiggere la paura e affrontare la condanna a morte alla quale sono destinati, per aver coperto fino all’ultimo l’amico partigiano.

Gli uccelli notturni

(1994)
commedia onirica di Lucilla Lupaioli.
Teatri de-centrati di Roma spazio Boomerang.
Con Alberto Alemanno, Marco Marciani, Michele Lattanzio, Ivan Lucarelli, Sabrina Galateri, Vanessa Scarpa.
Costumi Alberto Moretti scene Alessandro Vannucci.
regia Lucilla Lupaioli

Liberamente ispirato a Doppio Sogno di Schnitzler, racconta di una notte imprevista, vissuta da una giovane coppia in cerca di equilibrio e di sicurezze. La vita coniugale si scontra con i desideri e le divagazioni dei protagonisti, che, attraverso un lavoro di movimento, immagini e musica, vengono accompagnati verso un finale aperto; dopo una notte fuori da ogni previsione, provano ad affidarsi all’imprevedibile futuro, grazie ad una insperata conquista di fede.

GAY PLAYS SLEEPING IN MY DRAWER…

Altri dati

(2004)
Atto unico 3 personaggi
Non rappresentato

Un uomo di mezza età, Auro, si ritrova con i suoi due figli, Agnese, sulle soglie dell’adolescenza e Angelo, un ragazzo di circa vent’anni, in un luna park. Mentre il presente lascia spazio ai flash-back che rievocano i momenti salienti del loro legame, Auro, dopo anni di silenzio e di incontri sporadici con i figli, si sente intimamente spinto, dalla malattia del partner, a svelare ai due ragazzi la verità negata della propria omosessualità. Un ombra nel passato di Auro e Angelo, che ha generato un conflitto che sembra insanabile, ostacola la comunicazione armoniosa di cui Auro avrebbe bisogno. Agnese, lieve e candida, profonda e allegra, capace di percepire con semplicità i sottili movimenti interni che separano il padre dal fratello, con la sua presenza riesce ad agevolare un dialogo che li porterà ad aprire una nuova strada.

GAY PLAYS SLEEPING IN MY DRAWER…

Amanda e Matilde

(2003)
Commedia in due atti 6 personaggi
Non rappresentato

In un mondo al contrario, dove la normalità è l’omosessualità, una coppia di donne lesbiche di 50 anni, un’attrice famosa e la sua agente, si trovano davanti all’angosciosa e incredibile scoperta di aver cresciuto, contro ogni aspettativa e loro malgrado, due figli eterosessuali.

GAY PLAYS SLEEPING IN MY DRAWER…

Heaven

(2008)
Due atti 3 personaggi
Non rappresentato

Un sessantenne abbrutito, aspro e malato, Fausto, con un futuro avaro davanti, si innamora di un ragazzo di quindici anni, Nilo, marchettaro tossico, che gli capita in casa grazie al giro di ragazzini con i quali ha a che fare insieme ad un gruppo di suoi pari. Il vecchio cerca di aprirsi con il nuovo ragazzino, ma lui ha un atteggiamento sempre più chiuso e scostante. Ci sta solo perché lo paga e per sfuggire ad un fuori che è anche peggiore della tana del lupo. Quando il vecchio non riesce più a fare sesso a causa della malattia che peggiora e chiede al ragazzo di andare comunque a trovarlo dietro pagamento, il ragazzo accetta. L’assenza del sesso cambia le prospettive: il ragazzo, perdendo la sua valenza di strumento erotico, diventa simbolo di purezza, vitalità e affetto. Spogliato del suo ruolo di vittima fra le mani di un vecchio, può dare un valore diverso a se stesso e ad un uomo che è sempre più lontano dal minaccioso“lupo cattivo” di un tempo. La comunicazione fra i due si fa più profonda mentre la malattia peggiora. Un punto d’osservazione sull’amore e sulla malattia, sulla sporcizia e la purezza della condizione umana.