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Spettacoli della Scuola
giugno 2011
Teatro Arcobaleno
Il fu Mattia
spettacolo di fine anno del LAB 2010/2011
luci Giovanna Venzi
foto Massimo D'orazio e Daniele Eramo
scene e costumi Nicola Civinini
mise en espace a cura di Lucilla Lupaioli
con
Luigi Aversa, Stefano Carpaneto, Nicola Civinini, Damiana Geissa,
Laura Lonetti, Luca Marcelli, Vanna Mazza, Giovanna Muschietti,
Samantha Romano, Lorenza Offeddu, Rita Fierimonte, Silvia Brunati,
Andrea Sartoretti, Alessandro Salce
Dal tema dell’identità, dal quale siamo partiti all’inizio dell’anno, non potevamo non approdare all’ascolto di Pirandello, maestro del dubbio e della domanda relativa all’identità; uomo difficile e molteplice, vissuto dentro e accanto a persone e personaggi in cerca di identità, fautore di una rivoluzione che, insieme ai suoi contemporanei, segna il salto nel futuro che noi conosciamo, si pone e ci porta domande esistenziali, filosofiche, ironiche e disperate attraverso la voce e le azioni dei suoi personaggi.
Abbiamo viaggiato insieme a questi personaggi, li abbiamo visti e abbiamo cercato di dare corpo alle loro esistenze per trovare, come sempre accade in un lavoro che non si ferma alla superficie, qualcosa di noi.
giugno 2011
Teatro Arcobaleno
Non perdo niente
“Totally over you” di Mark Ravenhill
KITTY Giovanna Muschietti (Tutor)
JAKE Giacomo Bottoni (3° Anno)
VICTOR Antonio De Stefano (2° Anno)
ROCHELLE Martina Montini (2° Anno)
HANNAH Giulia Paoletti (2° Anno)
DAN Dario Calicchia (1° Anno)
LETIZIA Barbara De Cosa (1° Anno)
TYSON Guido Del Vento (1° Anno)
SINITA Sofia Mambelli (1° Anno)
MAX Stefano Pompili (1° Anno)
DONNA Erika Puglisi (1° Anno)
“Per conto mio vi confesso che ne sono assai scandalizzato. Ditemi: si sono mai vedute due sciocche petulanti provinciali fare le sostenute quanto costoro, e due uomini trattati con maggiore disprezzo di noi? … In una parola esse sono un miscuglio di preziosismo e di civetteria; e, se mi date retta, reciteremo una commedia che rivelerà loro quanto sciocche sono e potrà far loro conoscere un po' meglio il mondo in cui vivono”. (da “Le preziose ridicole” di Moliere).
TOTALLY OVER YOU di Mark Ravenhill è ispirato a un atto unico di Molière. Ne “Le preziose ridicole” due giovani donne respingono i loro pretendenti perché sprovvisti di quelle buone maniere che Molière riteneva fossero false e soffocassero I'umanità. Come il testo di Molière, questo è stato scritto per essere rappresentato su un palcoscenico vuoto. Il che può sembrare un po' astratto ma funziona benissimo. E conferma l'umanesimo di Molière: conta la persona, non l'illusione per la quale perdiamo la testa - sia essa il galateo o la celebrità. (Mark Ravenhill)
  
CENTRO DI FORMAZIONE E ALLENAMENTO ALLE ARTI SCENICHE
Diretto da Lucilla Lupaioli
Con il patrocinio del Colosseo Teatro Nuovo
Quello che mi commuove del viaggio di ogni attore, è la guerra che è capace di dichiarare a se stesso senza accorgersene, è la volontà di procedere anche quando riesce con tutte le sue forze a boicottarsi, è il suo ridere e il suo piangere di fronte alla rivelazione di un Sé che, per pochi istanti, è capace di comprendere il senso di tutto ciò che normalmente ci sfugge. Mi commuove la rabbia, il desiderio, la determinazione e la paura di ogni attore, la vulnerabilità e il coraggio. E il desiderio di raccontarci il mondo, il desiderio di fuggirlo, e l’ostentazione di una sicurezza che è solo fame di diventare un altro, un personaggio dentro il quale perdersi per tornare poi, con un tesoro nel cuore, a se stessi. Grazie a tutti i miei coraggiosi allievi.
Lucilla
maggio 2010
Teatro Arcobaleno
Slowfood
con
Luigi Aversa, Stefano Carpaneto, Marika Cazzaniga, Nicola Civinini
Alessandro Di Marco, Rita Fierimonte, Lia Francisci, Laura Lonetti
Gaia Marani, Luca Marcelli, Vanna Mazza, Giovanna Muschietti
Claudio Renzetti, Samantha Romano, Paolo Romano, Alessandro Salce
Fabio Sperandio, Claudio Strinati, Lucia Trimboli
Luci Giovanna Venzi
Scene e costumi Nicola Civinini
Adattamenti testi Alessandro Di Marco e Lucilla Luapioli
Training e mise en espace Lucilla Lupaioli
Scene tratte da
"Al Bar" di Alan Ayckbourn, "Tra un boccone e l’altro" di Alan Ayckbourn
"La strana Coppia" di Neil Simon, "Harry ti presento Sally" di Nora Ephron
"Incontri" di Alessandro di Marco e Lucilla Lupaioli
maggio 2010
Colosseo Nuovo Teatro
Miosangue
Scritto e diretto da Lucilla Lupaioli
da un’idea di Furio Andreotti
con Tiziano Scrocca, Rosalinda Conti
Flavia Pinti, Giovanna Muschietti
Alessandra Ponzano, Giacomo Bottoni
costumi Alberta Andreotti
luci Roberta Castagnaro
assistente alla regia Antonio De Stefano
Subito dopo gli anni di piombo e distante dalla ribellione del punk, una particolare e specifica compagine di giovani, si fece strada nel buio, rifiutando gli abiti smessi dai fratelli maggiori, per regalarsi un’epoca nuova, che odorava di lacca, suonava un’altra musica e brillava di nero e di strass. Queste piccole squadre notturne, esplose negli anni ottanta, elitarie e teneramente snob, iniziarono a farsi strada di notte, nascendo sulle note di quella new wave che, in principio, quasi senza parere, eppure spudoratamente, inondò la città, ribattezzò locali, abiti, culture, ideali, colori. La compagine, in segreto, per raggiungere gli spazi simbolo dell’appartenenza, percorreva la metropoli, dando corpo ad una rivoluzione armata di labbra viola, teste decolorate, tagli improbabili e abiti impossibili da nascondere. Una rivoluzione scritta comunque con il sangue, con le paure, con i desideri, con le passioni e con le lacrime, ma facendo molta attenzione a non spettinarsi i capelli... In un tempo senza soluzione di continuità, dove ogni movimento, ogni rumore, ogni parola e ogni gesto esistono simultaneamente, Striscia, Viola, Adamo, Nina, Olga e Ava, custodiscono l’atmosfera di un’epoca, che echeggia nel presente: dentro al suono, al vuoto, al silenzio, alla musica, si racconta la cronaca di una redenzione.
giugno 2009
Colosseo Nuovo Teatro
Eroi
Con
Alessandra Armenise, Anna Bellato, Giacomo Bottoni, Michela Fabrizi, Edoardo Iometti, Giovanna Muschietti, Flavia Pinti, Alessandra Ponzano, Giulia Piccione, Valentina Rapetti, Tiziano Scrocca, Fabio Valletta
Testi di
Massimiliano Bruno, Roberto Cavosi, Rosalinda Conti, Lucilla Lupaioli, Giuseppe Manfridi, Pierpaolo Palladino, Valentina Reginelli, Alessandro Vannucci, Francesca Zanni
Regia
Lucilla Lupaioli
Il viaggio dell’eroe comincia sempre con una chiamata. In un modo o nell’altro,deve arrivare una guida che dica: ”Guarda sei nella Terra Addormentata. Svegliati, mettiti in viaggio con me. C’è un aspetto della tua coscienza, del tuo essere, che non è stato ancora toccato.
Allora,ti senti a tuo agio qui? Beh, lì non c’è abbastanza di te” Si comincia così. La chiamata ci chiede di abbandonare una certa situazione sociale, di scendere nella nostra solitudine e trovare il gioiello, il centro che è impossibile trovare quando siamo impegnati nella società. Allora siamo spinti fuori centro, e quando ci sentiamo fuori centro, è tempo di andare.
Questo è il momento della partenza:quando l’eroe sente di aver smarrito qualcosa e parte per ritrovarlo.
Dobbiamo varcare la soglia ed entrare in una nuova vita.
E’ un’avventura rischiosa,poiché dobbiamo abbandonare la sfera della conoscenza di noi stessi e della nostra comunità.
Quando si rifiuta la chiamata, c’è una specie di inaridimento, un senso di vita sprecata. Tutto, dentro di noi, sa che un’avventura necessaria è stata rifiutata…
da"Riflessioni sull'arte di Vivere" Joseph Campbell
La parabola del viaggio dell’eroe è la parabola di tutti; che racconti il viaggio di un giorno, di un momento, di uno strappo, di un arco di un tempo variabile, ci richiama sempre all’origine, alla radice, al cammino che sentiamo necessario per andare ad illuminare la stanza buia dove ci attende il drago. Il lavoro che presentiamo è un nuovo passo all’interno della ricerca umana e artistica che conduco da anni e che quest’anno ho avuto il privilegio e il piacere di condividere con gli eroi che vedrete stasera. Il fuoco di tutto il lavoro, accompagnato dalle tappe del Viaggio dell’Eroe, è stato principalmente sul CORO e sulla coralità, sulla necessità per l’uomo e per l’attore, di aprirsi all’altro, di vederlo, ascoltarlo, integrarlo in quel mondo che crediamo solo nostro e di espandersi fuori da sé per trovarsi nello specchio che l’altro ci dona.
Parallelamente e conseguentemente, è stato importante, cercare di scoprire e osservare l’Io e la specificità di ognuno, la voce unica e personale all’interno del Coro. E, dentro fortunati meravigliosi momenti, avvertire chiara e forte, la totalità e la gioia di sentirsi unici, aperti e uniti.
Questi eroi sono coraggiosi, vulnerabili e pieni di desiderio.Li ringrazio per aver scelto oggi di ascoltare la chiamata. Di osare il passo audace che ogni eroe è chiamato a compiere.
Lucilla
maggio 2009
Spettacolo in due quadri e un incontro
Teatro Arcobaleno
Cosìnterra
La "passione" di Maddalena, una suora divisa fra l'amore verso Dio e l'amore verso un uomo.
L’ultima cena di Gesù, un detenuto tossicodipendente in attesa di passare dal carcere ad una comunità di recupero.
Lo spettacolo, pur facendo riferimento ad una storia antica di millenni, è ambientato nel presente, in due territori estremi eppure limitrofi, un convento e un carcere, e segue il ritmo di preghiere intime e confidenti, di speranze di perdono e di confessioni di colpe. Suonano le campane e i rumori del quotidiano, mescolati gli uni agli altri. Per raccontare un incontro fantasticato e atteso.
costumi Nicola Civinini luci Giovanna Venzi foto Valentina Reginelli
giugno 2008
Teatro degli Archi
Paradise Hotel
scritto da
Lucilla Lupaioli, Alessandro Di Marco, Claudio Renzetti
con
Luigi Aversa, Massimiliano Bruno, Marika Cazzaniga, Alessandro Di Marco, Daniela Di Sario, Lia Francisci, Vanna Mazza, Maurizia Panza, Clara Pozzi, Claudio Renzetti, Paolo Romano, Evelina Volpetti
Lo spettacolo è nato grazie al lavoro di ricerca
e improvvisazione di tutti gli attori.
Assistente alla regia
Valentina Reginelli
Costumi
Alberta Andreotti
Luci
Elena Cappanera
Foto
Pietro Grappasonni
Training e mise en espace a cura di
Lucilla Lupaioli
Ci sono luoghi di passaggio dove si staziona per un tempo troppo lungo, luoghi dove non vorremmo fermarci, che siamo costretti ad attraversare per vedere ciò che non vedremmo altrimenti.
Ci sono incontri che non capiamo, casuali, accidentali, scontri che sembrano errori che deviano il corso del nostro agire, sentire, pensare. Ci sono relazioni impossibili, che pure vivono, ripetendoci sempre, generosamente, la stessa lezione, e relazioni possibili e impreviste che, inaspettatamente, ci scaldano e ci lanciano in un futuro nuovo, di un nuovo colore.
Abbiamo spiato dentro le stanze tutte uguali di un albergo scolorito e qualunque. Gente di passaggio come chiunque.
Persone che vanno senza sapere dove, si fermano senza sapere perché e non capiscono dove sta il domani. Poi accade qualcosa, qualcosa grida, qualcosa stride, qualcosa ride e allora forse, la vita riprende ad andare.
giugno 2008
Colosseo Nuovo Teatro
Bambole
Libero studio su "Casa di Bambola" di Henrik Ibsen
con
Alessandra Armenise, Anna Bellato, Simona Cerruti, Rosalinda Conti, Michela Fabrizi, Giovanna Muschietti, Flavia Pinti, Alessandra Ponzano, Ambra Quaranta, Tiziano Scrocca
educazione della voce a cura di
Valeria Benedetti Michelangeli
costumi
Alberta Andreotti
Training e mise en espace a cura di
Lucilla Lupaioli
Con le bambole si gioca. Le bambole sono esseri umani in miniatura e senza identità, sono finte persone che pronunciano parole di altri.
Le bambole sono giocattoli ai quali ci si affeziona ma che si possono dimenticare, rompere, fare a pezzi. Sono bambole le donne e gli uomini in vendita, le persone dominate da forze esterne, tutti coloro che ascoltano solo il rumore che ronza nella loro testa, senza più sapere chi sono. Alzi la mano chi non sa cosa significhi sentirsi una bambola, chi non ha mai maneggiato una bambola.
Questo lavoro è il risultato di un percorso all’interno del grande tema dell’integrità, guidati dalla storia tracciata da Nora e Torvald Helmer.
Il desiderio di riconoscere il nostro posto nel mondo e di rispettare il bisogno di ascoltarsi e di non mentire a se stessi, è una necessità imprescindibile; la vita chiama Nora al risveglio, offrendole l’opportunità di imparare e di crescere. Anche se, ad una prima lettura, sembra evidenziarsi il punto di vista della donna nella società e nella famiglia, ho scelto di non trattare la condizione femminile nello specifico, se non per approfondire un tema esistenziale, fondamentale per ognuno di noi. Ogni passo compiuto al fianco di Nora e di Torvald, ci ha trascinati sempre più dentro al tema del maschile e del femminile, della relazione con l’altro, dell’amicizia e dell’unità.
Grazie al sentiero disegnato da Ibsen, gli attori, hanno esplorato temi emergenti dal testo, all’interno del loro vissuto, e, in seguito ad esercitazioni fisiche, sensoriali ed emozionali, alcuni di loro, hanno scritto le scene di ambientazione contemporanea, che ho inserito all’interno di questo studio.
Il primo anno del Corso di Formazione si conclude con un lavoro contemporaneo, come è nella storia e nelle priorità del Teatro Colosseo
nella persona di Ulisse Benedetti, sempre attento e ricettivo ai nuovi linguaggi.
giugno 2007
Teatro degli Archi
Girogirotondo
In ordine di giro partendo da
Rosalinda Conti, Eleonora Spagnolo, Alessandro Di Marco,
Michela Fabrizi, Clara Pozzi Evelina Volpetti, Lia Francisci,
Max Bruno, Paolo Romano Vanna Mazza Tiziano Scrocca
Costumi
Alberta Andreotti
Luci
Elena Cappanera
Training e mise en espace a cura di
Lucilla Lupaioli
Credo che ogni attore dovrebbe avere la necessità e l’audacia di osservare e percepire il mondo così come è, con tutte le sue sfumature, magnifiche e orribili, con tutta l’intensità di cui la vita è capace; credo che abbia l’obbligo morale di stare aperto di fronte alla realtà, di non giudicarla, per poterne essere testimone.
Penso che sia una buona strada per percepire e, donare poi in forma creativa, la parte sostanziale dell’esperienza umana.
Per essere puri bisogna sporcarsi: da questo tema è nato il percorso che ci ha condotti allo studio di personaggi presi dai margini,
quelli che popolano un confine con il quale abbiamo difficoltà a convivere e che non sempre vogliamo riconoscere.
Paradossalmente, proprio dentro le loro storie, apparentemente lontane, abbiamo potuto trovare i frammenti della nostra storia personale, i nostri disagi, i nostri sogni, le nostre delusioni, le gioie e lo stesso identico desiderio di credere e di amare. Il sentiero verso la tragedia contemporanea è stato tracciato da un primo studio sulla tragedia greca, dove abbiamo incontrato la “maledetta” famiglia tebana di Edipo,
eroe dolente di una stirpe sbagliata, nata storta, cieca e deforme: l’esempio negativo da scongiurare, creato per spaventare e dominare il popolo. La drammaturgia contemporanea, nelle storie di personaggi che sembrano segnati da una fortuna avversa, ci è sembrata la naturale conseguenza di questo cammino.
Se, assistendo alla tragedia di Edipo, il popolo esorcizzava le sue paure e teneva lontano lo spettro del male, forse oggi ci auguriamo che, di fronte alla rappresentazione di un dramma quotidiano, lo spettatore possa predisporsi alla compassione, alla comprensione
e alla tolleranza.
Le scene, da me scritte – molte delle quali costituenti atti unici
a sé stanti – seguono una struttura circolare, ispirata al noto
Girotondo di Schnitzler, dove ogni quadro è legato al successivo
da un personaggio che traghetta se stesso nella situazione seguente,
lasciando poi il testimone al suo partner. E così via.
Lucilla
2006
Teatro Casa delle Culture
Miracoli e sogni
studio per un teatro magico
Miracoli e Sogni è il risultato di uno studio su scene tratte da testi
del teatro e della letteratura, pervasi dalla presenza
di un elemento magico, onirico o miracoloso.
Attraverso il sogno, l’inconscio, l’evento inatteso e apparentemente
casuale, è spesso più facile vedere chi siamo, svelare e illuminare
le nostre stanze lasciate al buio. Mettendo l’attenzione sull’inconscio
e su ciò che viene percepito come oscuro, gli attori, facendo spazio
all’intuito, hanno provato ad ascoltare il loro mondo più segreto
contattando parte delle ombre che hanno lasciato il posto
a insospettati squarci di luce.
Camere da letto
di Alan Ayckbourn
Con
Max Bruno, Rosalinda Conti, Alessandro Di Marco,
Vanna Mazza, Maurizia Panza, Claudio Renzetti,
Tiziano Scrocca, Eleonora Spagnuolo
2004
Colosseo Nuovo Teatro
Il buon Dio degli scoiattoli
da “Il Buon Dio di Manhattan” di Ingeborg Bachmann
2003
Giardino Sotto il fico
Un gabbiano
“Il Gabbiano” di Cechov
studio all’aperto, al crepuscolo
2002
Teatro Villa Lazzaroni
La scatola libera
Omaggio teatrale al Cinema
Di passaggio
Atti unici di drammaturgia contemporanea
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