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Brevi stampaSul tema dell’Eros mercenario di oggi, con un furore verbale e sentimentale alla Fassbinder, fa leva L’Anello di Erode di Lucilla Lupaioli, raro caso di autrice calatasi (bene) nell’universo facinoroso e disagiato delle marchette eterosessuali e dei loro clienti gay…Un cult della nuova drammaturgia.
“L’Anello di Erode”
Rodolfo Di Giammarco
La Repubblica
Forse solo una donna poteva descrivere così bene le inquietudini di una generazione maschile allo sbando; poteva esprimere senza retorica, con l’asciuttezza di un’osservazione clinica, le angosce contemporanee di un’indefinita sessualità.
“L’Anello di Erode”
Luciana Libero
La Nazione
Il testo e la scrittura della Lupaioli riescono a cogliere perfettamente le sfumature delle varie tipologie umane e delle diverse interiorità, con il pregio particolare di renderle per accenni minimi, fornendo ogni personaggio di una specifica individualità.
“L’Anello di Erode”
Antonio Audino
Il Sole 24 ore
Ci voleva una donna … per poter assistere ad un allestimento sul tema omosessualità maschile che dal dimostrare passasse al mostrare…c’è teatro e non proclama.
“L’Anello di Erode”
Marcantonio Lucidi
Il Messaggero
Un esempio di scrittura stringata e diretta, un modo non letterario di trattare un mondo oscuro e drammatico com’è quello della prostituzione maschile.
“L’Anello di Erode”
Barbara Gizzi
Il Tempo
Già a Todi L’anello di Erode scombussolò il pubblico col suo livello magnetico di esplicitezza. Un testo franco sostenuto da un dialogo serrato e a tratti anche comico, e da una ricerca sul campo. Un successo replicato in occasione della prima romana…un evento, non di quelli gonfiati ad hoc.
“L’Anello di Erode”
Katia Ippaso
L’Unità
Il testo è equilibrato, intelligente,offre diverse chiavi di lettura e non punta sullo shock a tutti i costi. .. Se fossimo in America Miosangue diventerebbe un intrigante film di successo.
“Miosangue”
Fabrizio Zampa
Il Messaggero
Il testo ha davvero il mordente di un “Trainspotting” italiano, mettendo qui alla sbarra sei ragazzi e ragazze di quelli proprio sconvolti, di quelli fatti e fragili, di quelli aggressivi perché troppo sensibili o invigliacchiti perché ignoranti.
“Miosangue”
Rodolfo di Giammarco
La Repubblica
Un testo realista, metallico… che procede in un rapporto dialettico tra fisicità ed intellettualità in cui la prima prende il netto sopravvento, vincolando ogni possibilità di sopravvivenza ad una legge istintiva, in, per dirla con Koltès, un caos di uomini e animali… Una scrittura iperrealista, rapida, che parla del problema usando il linguaggio in cui questo mondo si riflette, fatto di eccessi e di climax.
"L'Iradiddio
Gian Maria Tosatti
Il Tempo
Come lo scrittore scozzese Alan Warner, la Lupaioli ci presenta questa chemical generation in tutto il suo vuoto splendore - e squallore - lasciandoci sulla pelle, con un brillante colpo di scena finale e con forte teatralità - i brividi di una realtà di cui va preso atto, senza giudizio e senza commozione: una tragedia fredda che non ci induce ad alcuna pietà, ma a molto, molto orrore. Non è la prima volta che questa interessantissima autrice scrive di un mondo visto dalla parte nascosta, da un’angolazione e uno sguardo sotterranei: un interno con un fuori analogamente minaccioso.
"L'Iradiddio
Luciana Libero
tuttoteatro.com
Assistere a questo spettacolo è un’esperienza intensa, coinvolgente, inquietante, un viaggio in un microcosmo sconosciuto dove, a volte, il vero ed unico contatto è quello tra i cuori.
"Darkroom"
per "Garofano verde”
Saverio Aversa
…Nella motivazione, per il testo della Lupaioli viene sottolineata "la corrispondenza fra il progetto, innovativo e stimolante, e lo spirito del concorso, teso a stimolare il lavoro fra autori, registi, attori e soprattutto gruppi produttivi"
"Storie.
Diario intimo fatto a pezzi"
Giuria PREMIO DRAMMATURGIA SIAE ETI AGIS 2007
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